martedì 14 dicembre 2010

Mi pacerebbe...

...riuscire a scrivere qualcosa di allegro, ma non ci sono ancora riuscito, i momenti felici in questo periodo sono durati sempre troppo poco

domenica 12 dicembre 2010

L'amara metà

Questa mattina i miei due gemelli se ne sono andati. sono rimasto solo io.
Ho capito che assieme al triplo di pazienza, della forza, dell'amore  e della volontà hanno portato con se anche il triplo della gelosia, dell'ansia e dell'apprensione.
Adesso ho capito dove ho sbagliato, non ho camminato al ritmo della vita che sto vivendo, non ho saputo attendere e pazientare ingordo della bellezza del tuo giardino. Non ho saputo essere la tua culla e il tuo rifugio quando altro ti opprime. Non ho saputo capire quanto poteva essere pesante la tua vita.
 
mi manca da morire
quel suo piccolo grande amore
adesso che saprei cosa dire
adesso che saprei cosa fare 

 

Il grande fiume di parole adesso è fermo, è diventato un lago, un lago di silenzio e solitudine, una solitudine che proprio non fa per me.


Cammino per la strada, tra la gente passo inosservato e mi sento come un fantasma, sembra che le persone mi passino quasi attraverso. E' l'effetto del vuoto che mi hai lasciato dentro e fuori. Cerco somiglianze di te nella gente che incrocio e alla sera, quando vado a letto mi sembra ancora di sentire la tua voce che mi sussurra parole dolci.Questa volta è un grande amore, una storia importante a cui non mettere data di scadenza, in cui metterei e ho messo in gioco tutto, non mi tiro indietro davanti a nulla. questa voltà è la dolce metà della mia anima che ho trovato...già...ma adesso è rimasto solo il gusto della mia amara metà, e basta!
Vorrei sapere che ci saranno altri momenti per noi, altri baci e abbracci, altri caffè in un bar e altri giochi...non posso smettere di sperare in questo, e che non diventerò un altro brevissimo capitolo della tua vita.

Passa di qui...se ti capita....




sabato 11 dicembre 2010

Questo mio Natale

E' quasi Natale, con gioia avevano iniziato ad addobbare il pino piu imponente del giardino e sotto stavano progettando i doni che ci sarebbero stati ma qualcosa è successo, qualcosa che non è a loro comprensibile tuttavia capiscono che devono andare, il proprietario del giardino non li vuole più.
I giardinieri fanno un ultimo giro nel loro amato luogo, un po' devastato ma ugualmente  deciso nel cacciare i tre gemelli.
Non hanno rimpianti, hanno fatto tutto quel che potevano ma adesso si sentono indesiderati e le ostilità del giardino si manifestano col silenzio e l'indifferenza, nonchè con l'esplicito desiderio che spariscano da lì.
Un vento gelido passa attraverso i vestiti dei giardinieri che passeggiano silenziosamente tentando di fotografare con la mente le ultime cose, di tanto in tanto uno si lascia sfuggire qualche frase assurda che progetta un futuro improbabile.
Fa parte della natura guerriera dei tre giardinieri. Purtroppo il malintesi sono stati molti, l'umiltà e la bassa propensione al litigio per non perdere tutto ogni volta è stata scambiata per vittimismo, i torrenti  di parole forse hanno straripato e danneggiato le sponde, ma l'intenzione era di innaffiare, non rovinare.
La presa di coscenza che è stata tutta un'illusione, una follia che li ha solo portati in un luogo sconosciuto lontano da tutti, amici e parenti e che i pochi momenti di grande felicità non hanno mai compensato il grande dolore delle rotture, li rende incapaci di reagire con forza e li demoralizza al punto che non sanno neppure piangere.
Serviva ancora del tempo, dei momenti belli e importanti...ma non ci saranno, per cui rimane solo il dolore.
Piano piano, al calar della sera si incamminano verso il cancello con le loro grandi valige piene di attrezzi e si apprestano a lasciare il tanto amato giardino.
Un cardellino fuori stagione svolazza intorno a loro, poi vola via fino a perdersi lontano....anche l'ultimo sogno, l'ultima speranza di quell'amore così grande e intenso...se ne va via.
Il vuoto nei cuori dei tre gemelli giardinieri è triplo. Quando oltrepassano il cancello dai sei occhi escono sei lunghe lacrime, si voltano per l'ultimo sguardo e pensano contemporaneamente a quel che poteva essere ma che non è stato e probabilmente non sarà mai...

Ti saluto giardino stupendo, ti saluto amore mio...ti saluto mia piccola grande donna...anche se non potrò mai smettere di amarti e di sperare di tornare a camminare nel tuo giardino.

venerdì 10 dicembre 2010

Il cartello

Questa mattina attaccato al cancello, ho trovato un cartello scritto a mano che riportava:
"Ho perduto la mia piccola bestiola ferita, ho passato ore ed ore a chiamarla senza avere alcuna risposta. Sono preoccupato e affranto, spero che qualcuno possa aiutarmi a ritrovarla. E' piccola, fragile e ferita. Purtroppo morde anche me e non è facile avvicinarsi...per favore chi l'avesse trovata, vorrei averla indietro"

Mi sono chiesto: chi può desiderare di avere indietro una bestiola ferita, arrabbiata, che morde anche chi le vuole così tanto bene?
Sono uscito in strada e non ho visto nessuno e cosa singolare, non ho visto altri cartelli, mi è quindi venuto un sospetto. Sono rientrato e guardando in faccia il primo gemello ho subito capito dai suoi occhi lucidi di chi si trattasse...

http://www.youtube.com/watch?v=LVlJwxXi_TU

martedì 23 novembre 2010

La stanchezza

Il primo, il secondo e il terzo gemello giardiniere sono stanchi, ormai non c'è piu lotta, solo muta rassegnazione nascosta da una ilare  calma. La terra gelida, dura come cemento, non da' segni di fertilità degni del lavoro e dell'impegno su di essa svolto.
I gemelli giaridinieri sono dei combattenti e non si possono accontentare di un sussurro di vento tra le fronde o di un germoglio che alla prima gelata muore.
I sogni di un giardino bellissimo, di viaggi con piante da esposizione ... ormai sono solo un vago e implausibile ricordo tanto che ogni nuovo sogno sembra un affronto al buon senso.
I giardinieri si sentono oltre ogni limite del pensabile. Il loro durissimo lavoro è troppo malpagato. I giardinieri danno tutto, il giardino niente...forse stanno pensando che qualcosa è sbagliato, che il cercare a tutti i costi è sbagliato.
I prossimi giorni decideranno se lasciare il loro paradiso perduto al destino che si è scelto, anche se un camion porterà tutti i fiori e le attrezzature dei giardinieri nelle vicinanze del giardino. Lo avevano fatto per avvicinarsi al lavoro.
La scelta è difficile perchè il giardino è bello...ma anche il tempo dei giardinieri è prezioso e la vita con la sua felicità è un dono che non andrebbe mai sprecato, perchè la pena da pagare sarebbe rischiare di non vederne altra.

mercoledì 17 novembre 2010

La potatura

La potatura del giardiniere non è un atto violento, infligge tagli anche profondi nella pianta, ferite temporaneamente dolorose, ma hanno uno scopo e  lo scopo non è nient'altro che il bene della pianta.
Talvolta la pianta si infoltisce così tanto di inutili ramoscelli e foglie che la luce, quella intensa e utile, non raggiunge gran parte dell'interno della pianta la quale, vivendo nell'uscurità, la porta a svuotarsi. Quando accade, è molto difficile far tornare le foglie vive e verdi in quelle zone.
Altre volte, talune piante da frutto non fruttificano più perchè le inutili ed eccessive fronde tolgono la forza a quel che ha più senso: il frutto.
In entrambe i casi, quei tagli cagionati dalla potatura, appaiono sia a chi osserva che alla pianta, delle ferite inflitte...ma il giardiniere sa che tutto ciò è fatto con attenzione, coscienza e grande amore per la pianta.

martedì 16 novembre 2010

La vacanza

Da qualche giorno i gemelli giardinieri si sono presi una vacanza, il lavoro al giardino pare non abbia una fine, comunque le sementi sono state piantate, gli arbusti e le talee sono al loro posto...quindi adesso occorre solo attendere perchè piu niente si può fare, adesso sta al giardino decidere se tornare a fiorire e se vuole ancora i gemelli come giardinieri.

giovedì 11 novembre 2010

Ci saranno altri momenti ....

Sento scorrere la vita, la passione ha lasciato il posto alla rassegnazione. Questo momento è così, prendere o lasciare, non si cambia e non dipende da me, deve fare il suo corso.
Questo giardino è cambiato, è diverso, si lascia guardare ma non ci posso camminare, quando ci provo sembra che i fili d'erba si ritraggano per non toccarmi, sembra che le uniche piante del manto erboso siano mimosa pudica.
E' come un maggese.

Volo via col pensiero, scorro bei momenti come un album di fotografie, la nascita dei fiori, di piccole piantine che nessuno avrebbe mai detto che sarebbero nate e cresciute....alcune purtroppo sono morte.
Una pianta di limone è rimasta nonostante le ultime tempeste...non è cambiata molto, è solo un po' appassita e senza frutti, ha bisogno di qualche giornata di sole e di cure, ma c'è ed è viva.


Un soffio....

Quella sera il gemello giardiniere, si affacciò alla finestra e aspettò con orecchio teso che il vento gli parlasse lieve attraverso le fronde dell' albero di ginko.

Le 6 piante

Il giardiniere assieme ai suoi gemelli, decisero di ricostruire il giardino, iniziarono dalle piante officinali.

Piantarono 6 piante che ritennero importanti per lui e il giardino stesso.
Il lavoro comincio al mattino presto con la calendula profumata, per ogni malanno devastante, cancro della felicità, antibiotico per il germe della distruzione e per le piaghe del dolore sofferto.
Nel mentre, un gemello scavava il terreno per la pianta di eucalipto, per dar nuovo fresco al nuovo giardino e perchè l'aria stappasse tutto quel che si era otturato.
Il terzo nuovo gemello, dopo un lungo lavoro di pulizia dalla gramigna e trifoglio ingiallito, mise mano all'enorme albero di ginko, sgradevole all'odore ma cura per le allergie che i gemelli sebbene giardinieri, hanno.

Ultimati questi lavori, i giorni successivi volsero il loro impegno alle piante di rabarbaro per digerire meglio i cibi più coriacei e non sempre appetitosi e ad ornare un bell'angolo di salvia, per i momenti d'ansia e depressione
che tutto quel grigio avrebbe dato loro da soffrire.
Il tutto fu completato con le piante di tarassaco e salice, volte a dar sollievo ai dolori che il lavoro avrebbe dato loro con l'andar del tempo.
L'inizio fu duro e difficile, col morale a terra, ma erano sicuri che le 6 piante erano un buon inizio e presto il grigio avrebbe lasciato spazio a del bel verde.

La tempesta..e l'attesa della quiete

Una tempesta devastò il giardino e il gemello giardiniere rimase così sconfortato dopo tutto il suo lavoro che si sedette su una pietra a guardare la devastazione.
Grigi giorni, grige foglie....grigio il suo cuore.
Poi un urlo di rabbia e le dure parole che venivano dal suo profondo ebbero ad echeggiare nella grigia valle. Ogni singolo filo d'erba, goccia d'acqua, pianta ebbe modo di sentirlo...il giardino apparve ancora piu grigio.
Appena finito lo sfogo, si mise in piedi e camminando uscì dal cancello del suo giardino.
Poco tempo dopo fu visto ritornare...non più solo, ma col suo terzo gemello...aveva così acquistato il triplo della forza, il triplo della pazienza, il triplo della ragione, il triplo della saggezza...e il triplo dell'amore per il suo giardino.